MUSEO STORICO ETNOGRAFICO

Dettagli del documento

Luoghi

Sede Principale/i:

Via Roma n. 27

Scheda

    Museo Storico Etnografico

Il Museo Storico Etnografico di Sampeyre è ospitato nell’antica casa nobiliare della famiglia Savio risalente al 1600 c.a, divenuta poi sede del Comune e in seguito delle scuole. Nasce nel 1981 e dal 2001 rinasce con una nuova veste e viene ampliato con 10 sale.

Non soltanto un’esposizione permanente di antichi oggetti, ma anche, e soprattutto, un centro di promozione culturale, un luogo d’incontro e di confronto: questa era ed è la grande scommessa del Museo Storico Etnografico che si propone di essere vivo e credibile tutto l’anno, sia per i turisti, sia per i residenti.

I risultati sono stati soddisfacenti e continuano ad esserlo: la partecipazione delle persone durante tutto il corso dell’anno alle iniziative in calendario ha premiato gli sforzi degli organizzatori, ma soprattutto ciò che è emerso è un bel segnale di vitalità da parte di una comunità che sa quanto deve alla risorsa turistica e che vuole mantenersi vivace sempre, attraverso la salvaguardia delle proprie radici e della propria cultura.

Ogni anno il Museo rilancia il proprio impegno, pensando sia ai villeggianti che ai residenti e propone un calendario di iniziative che, partendo dalla base fondamentale della valorizzazione del patrimonio culturale locale, spazia, poi, verso argomenti più vasti, sulla base della filosofia che ha caratterizzato le scelte operate già nelle passate stagioni. Chi ama Sampeyre per le sue bellezze naturali, la amerà ancora di più se saprà apprezzarne la storia e anzi potrà diventare davvero parte di questo paese condividendone a fondo la memoria e la cultura.

Apertura Museo: Gennaio: dal 1° al 6 Gennaio, ore 10.00-12.30 e 15.30-19.00; Venerdì e Sabato Santo, Pasqua e Pasquetta, ore 9.30-12.30 e 15.30-19.00; Aprile da venerdì a domenica ore 9.30-12.30 e 15.30-19.00; Maggio: primo e ultimo weekend del mese, compreso il 1° maggio, ore 9.30-12.30 e 15.30-19.00; nei mesi di Luglio, Agosto, da martedì a domenica ore 10.00-12.00 e 16.00-19.00; Giugno e Settembre da venerdì a domenica, ore 9.30-12.30 e 15.30-19.00.

Fuori stagione: Gruppi e visite guidate su prenotazione.

 

Ubicazione: Via Roma n. 27

Contatti: Tel. 0175970022  - Cell. +39 329 317 7579

Social: presenti su facebook con pagina dedicata

I servizi:

  • Accoglienza al pubblico e informazioni
  • Assistenza telefonica o digitale e distribuzione materiale informativo
  • Accessibilità alla metà delle sale per persone con disabilità motorie
  • Biblioteca del museo con volumi inerenti la storia, le tradizioni e l’arte a Sampeyre, in Valle e nelle valli dell’arco alpino
  • Laboratori, serate a tema, presentazioni di libri
  • Servizi igienici per il pubblico
  • Visite guidate su richiesta per singoli o gruppi
  • Visite guidate e percorsi educativi per le scuole

Ulteriori approfondimenti e per rimanere sempre aggiornati:  Museo Storico Etnografico https://share.google/7oGuHST3yzhzPe2vs

 

 

Informazioni sulle sale:

All’ingresso delle prime sale troviamo una raccolta delle copie di cartine dell’alta Valle del periodo compreso tra il 17° e 18° sec.. Gli originali sono conservati presso l’Archivio di Stato di Torino, che il Museo ringrazia per la gentile concessione.

Sala 1) C’era una volta Sampeyre. Quadri e foto d’epoca alle pareti, macchina da scrivere dei primi del ‘900, vetrina con esposizione di capi d’abbigliamento di un tempo e i caratteristici mouchet, i foulard femminili che segnavano, con la simbologia dei loro ricami e dei loro colori, le diverse fasi della vita delle donne. Il fondo fotografico “Pignatta-Martino”, raccolta di scatti d’epoca (periodo 1890-1950) di due fotografi Sampeyresi del secolo scorso, considerata uno dei pezzi più pregiati in assoluto del museo, è stata spostata nella sala delle conferenze e qui è possibile sfogliare gli album ordinati per argomento: vedute della Valle e di Sampeyre, mestieri, personaggi, feste oppure guardare la carrellata di foto sullo schermo poiché le fotografie sono state digitalizzate.

Sala 2) Il lavoro dei campi con tutti i suoi attrezzi: aratri (araire), trebbiatrici (maquino a bate), ventilabri (ventouar). La mietitura del grano, la trasformazione del latte in burro e formaggio. I mezzi di trasporto utilizzati nel lavoro di un tempo come le barelle (siviere). Le slitte un tempo ospitate in questa sala sono state trasferite nella sala dedicata alla filiera del legno. Nuovi oggetti, provenienti da donazioni di persone locali, quali un rastrello di alta montagna, gli attrezzi del seggiolaio e impagliatore, una volpe e galline imbalsamate, foto antiche della Sampeyre di un tempo hanno trovato spazio in questa sala.

Sala 3) dedicata alla Fatica e al lavoro delle donne di un tempo, alle loro fondamentali attività d’integrazione ai miseri proventi della povera agricoltura alpina. Erano a carico delle donne attività quali la lavorazione della canapa e della lana, della farina e del latte, oltre alle consuete occupazioni domestiche, come la cura dei figli. Nella sala, oltre ai numerosi oggetti di uso quotidiano, troviamo l’ardouiro, una specie di paletta in ferro dal manico corto e la ternouiro, una spianatoia che se ampia veniva usata per fare il pane, se più piccola per impastare le raviole, entrambe vengono tutt’oggi utilizzate per fare le raviole. Tra gli ultimi arrivi troviamo una lisciviatrice degli inizi del ‘900 e proveniente da borgata Stentivi.

Sala 4) dedicata alla Scuola, quella di tanti anni fa, quando spesso si trattava di locali piccoli e malsani e per raggiungerli, sia gli alunni, sia i maestri, erano spesso costretti a lunghi e disagevoli spostamenti a piedi…Gli spartani banchi a due posti con i calamai, le cartelle in legno, i registri impeccabili degli austeri maestri sono la testimonianza e la memoria di un mondo che non c’è più, come confermato anche da alcune cartine geografiche esposte. L’aula ricostruita continua ad arricchirsi di vecchi quaderni e libri esposti sui vecchi banchi di scuola e pronti ad essere guardati.

Sala 5) ridimensionata rispetto a qualche anno fa, ospita due mole di Arrotino, un antico mestiere praticamente scomparso e uno dei mestieri caratteristici dell’emigrazione temporanea dai nostri paesi montani come testimoniano alcune vecchie fotografie scattate in Francia.

Sala 6) La lavorazione della canapa. In passato molto coltivata nelle nostre zone, come testimoniano ancora alcuni toponimi, ed in seguito completamente abbandonata; le fasi della coltivazione e della trasformazione, la fabbricazione delle corde, la filatura e la tessitura di questa fibra, un tempo molto preziosa per l’economia agricola. Numerosi i manufatti esposti di telo de caso, tela grezza, tra cui una sottoveste e due camìce donate da Fredo Valla originario di Sampeyre. Attualmente la sala è chiusa al pubblico per lavori di ampliamento ma tutti i manufatti della sala sono stati spostati e visibili nella sala 10 dedicata alla lavorazione del legno.

Sala 7) Il calzolaio e il sarto: oltre ad essere una ricostruzione del laboratorio del calzolaio offre un vasto campionario dei tanti attrezzi curiosi con cui il ciabattino riparava scarpe e scarponi. A rappresentare il sarto alcuni modelli di abiti, due macchine da cucire, due macchine per fare le maglie in lana.

Sala 8) Il lavoro degli animali: una raccolta di basti, collane e sellini; un tributo a muli e cavalli, fedeli, generosi e instancabili compagni di fatica dei lavoratori di un tempo.

Sala 9) La Baìo. Sampeyre e Baìo rappresentano un binomio inscindibile: sarebbe stato impossibile non dedicare una sala alla più importante, spettacolare e sentita festa del paese. Nella sala è ospitata la collezione “Luigi Carlino”, un diorama con fedeli riproduzioni dei personaggi della festa, e sono custodite le quattro antiche bandiere (1698) dei cortei di Piasso (Sampeyre capoluogo), Rore, Calchesio e Villar. Le Baìo del Comune di Sampeyre sono infatti ben quattro: in passato erano più numerose, ma alcune sono orami definitivamente scomparse come quelle di Sant’Anna. La Baìo di Becetto, che si pensava definitivamente scomparsa ha ripreso nuova vita nel 2017. Un’ampia documentazione, anche fotografica, costantemente ampliata con l’arrivo di nuove fotografie delle ultime Baìe, aiuta a comprendere alcuni aspetti della manifestazione.

Sala 10) La filiera del legno, dall’albero all’oggetto: la lavorazione del legno, dal momento del taglio della pianta fino alla realizzazione dei manufatti sul banc del falegname. Vasta esposizione, anche qui, di attrezzi di ogni genere, alcuni ancora famigliari, altri caduti in disuso da tempo. Questa sala ospita attualmente anche i manufatti della sala nr. 6, dedicata alla canapa.

Rimane poi un’ultima sala che esula un po’ dalle tematiche del museo ma molto richiesta dalla popolazione Sampeyrese, è la sala dedicata ai combattenti delle due grandi guerre del secolo scorso. Si trovano esposte alcune foto, articoli di giornale dell’epoca, medaglie e cimeli donati da alcune famiglie sampeyresi, nonché 3 bandiere del gruppo Alpini e dei combattenti.

 

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